Omicidi inspiegabili, sospetti, paure, l’inganno, una realtà oltre l’apparenza
“Ombre” il thriller di Stefano Serpilli che ha conquistato la critica

La psiche umana, una realtà oltre l’apparenza, l’inganno, la paura. Sono questi i tratti salienti di “Ombre” il thriller di Stefano Serpilli, ambientato nelle Marche, con cui vinceil Primo Premio al Concorso Nazionale del Centro Culturale Pannunzio, intitolato alla memoria del grande giornalista e scrittore Mario Soldati.
Ancona è lo sfondo angosciante del thriller, con scorci storici, palazzi antichi, vecchi caffè e il porto. Una scelta che rappresenta in primo luogo un riconoscimento alla città che ha adottato lo scrittore. Ma fondamentale era il desiderio di riuscire ad impaurire i lettori senza proiettarli in una dimensione priva di coordinate, ma raccontando il terrore in un contesto familiare, conosciuto e rassicurante.
Nel libro di Stefano Serpilli c'è anche la tematica delle sette, fenomeno molto presente anche nella nostra regione. La componente religiosa del thriller risponde alla volontà di non trascurare un aspetto fondamentale delle Marche, ovvero la religione. Le Marche per moltissimi anni hanno fatto parte dello Stato Pontificio ed hanno rappresentato una roccaforte del Cristianesimo in una zona dell’Adriatico, dove approdavano per ragioni commerciali, e non, anche popolazioni provenienti dal medio-oriente con la loro religione.
Per leggere “Ombre” non bisogna essere amanti del thriller, ma della buona lettura. Nelle pagine del libro si ritrova un elemento che oggi purtroppo non sempre viene considerato, ovvero la psiche umana, capace anche di follie, il complesso e variegato mondo interiore, dove essere e non essere si possono confondere anche in un solo punto. Viviamo nel mondo dell’immagine, dell’immediato, del bello o brutto (anzi più del bello); leggere “Ombre” può portare il lettore a riflettere, cosa che in questi tempi si è persa l’abitudine di fare!